Ricreatorio San Carlo – la storia

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… ma il Ricreatorio non è tutto qui:
un freddo ammasso di cose senza spirito.
No, il Ricreatorio ha una anima che vive,
palpita per quei gridi,
per quel respirare ansante,
per quei volti seri a volte ridenti,
per quei capi spettinati,
per quegli occhi che sognano oltre il verde
un mondo lontano tutto per loro,
per quei cuori che battono e si formano nella vita comune
e nel respiro di un’aria satura di bene e di spiritualità
(Don Celso, 1959)

Il giorno dell’ingresso in diocesi mons. Castelli rimase colpito dall’ampio parco di via Trevisani, venduto precedentemente dai marchesi Trevisani al comune di Fermo. Il vescovo pensò fin dal primo momento di farne un oratorio sul modello di quelli lombardi, e scelse un giovane prete per affidargliene la direzione, don Biagio Cipriani, appena ventitreenne quando fu ordinato sacerdote e venticinquenne quando fu mandato a Milano per vedere e studiare una realtà tanto nuova ed efficace, quanto sconosciuta nelle nostre zone: avrebbe dovuto imparare il metodo educativo praticato negli oratori e riportarlo in diocesi.

Appena don Cipriani ritornò dalla Lombardia -era il 1909 – il vescovo gli affiancò altri due giovani preti, don Massimiliano Massimiliani, più tardi vescovo di Modigliana (1931-1959), e don Federico Barbatelli. Mentre questi due avevano incarichi riguardo la formazione culturale e spirituale dei giovani, Cipriani era responsabile generale del Ricreatorio e, in poco tempo, divenne con la sua personalità il punto di riferimento di tutti. Stava accadendo quello che don Bosco aveva anticipato: il successo dell’istituzione oratoriale non era dovuto a chissà quali alchimie pastorali, ma alla figura carismatica degli assistenti ecclesiastici.Il consenso crescente intorno al Ricreatorio era determinato non solo dall’efficacia delle attività proposte, ma sopratutto dal rapporto personale che cominciava ad instaurarsi tra i ragazzi e i loro formatori. Ci si occupava di liturgia, catechismo, educazione sessuale, attività sportive e ricreative. Questo era il punto di partenza: creare un interesse contagioso intorno al Ricreatorio per avvicinare i più giovani e coinvolgerli in una proposta cristiana.

Per tanti giovani il San Carlo era l’unica possibilità di un rapporto con la Chiesa e, tenuto conto del contesto socio-politico dell’epoca, questo ricreatorio fu anche oggetto di continue derisioni da parte degli anticlericali prima e del regime poi. Il ruolo dei formatori non era quindi facile: si doveva costruire dialogo, spesso senza contare su un presupposto religioso. Da questo primo approccio, diverso rispetto al passato e senz’altro più affascinante, si passava solitamente ad una conversazione informale e generica con tutti.
L’obiettivo principale era la realizzazione di un’associazione che rappresentasse un’occasione di incontro tra vita pastorale e attività sportiva. Con questo scopo il 4 dicembre 1909 fu fondata la società sportiva Victoria, che comprendeva quattro discipline: ginnastica, ciclismo, escursionismo e calcio. Mons. Castelli organizzò egli stesso corsi di escursionismo per i principianti, provvide a fornire tutte le attrezzature necessarie e partecipò ad una delle prime uscite insieme ad un centinaio di ragazzi, il 14 settembre 1910.
La prima significativa iniziativa culturale del Ricreatorio San Carlo è rappresentata dalla società teatrale Nova Juventus, voluta personalmente da Cipriani, che aveva notato la passione e l’interesse dei giovani per il cinema, che stava movendo i primi passi.
Nel Ricreatorio si cominciò con la Messa festiva, che dopo qualche anno divenne dialogata, e con la scuola di religione che proseguì costantemente e con programma ampliato ed aggiornato, la Domenica delle Palme si faceva solennemente la Comunione Pasquale con la Messa di mons. Arcivescovo. In seguito: comunione mensile, adorazione nel I° venerdì del mese nel Santuario del Pianto, mese di Maggio, partecipazione al Corpus Domini, etc.
Il Ricreatorio ha visto l’alternarsi di molti sacerdoti giovani ed ognuno di essi ha dato un’impronta particolare. Ricordiamo don Mario Scoponi, don Giovanni Marozzi, Don Celso Giardinà. Quest’ultimo è stato sicuramente il più amato per la grinta, l’entusiasmo e per la capacità di avvicinare i giovani alla Chiesa attraverso varie attrattive: lo sport, la musica, il teatro.
Il San Carlo ha svolto una funzione centrale per la pastorale giovanile: era luogo di incontro, ascolto, catechismo, divertimento sano, crescita per tutti i giovani che vi passavano, anche solo per caso. Il Ricreatorio allora è stato il frutto dell’investimento, e non solo finanziario, di vescovi e sacerdoti; la loro presenza era fondamentale.
Dopo Don Celso si sono succeduti, nella veste di direttore del San Carlo, don Mario Angelini, don Alberto Spito, don Mario Lusek e, dal 2008, con incarico diocesano, don Sebastiano Serafini.
Nel 2009, la Fondazione Diocesana O.R.A.F.A.C. diviene proprietaria del Ricreatorio San Carlo e, dallo stesso anno, diviene anche la sede ufficiale del Coordinamento Diocesano Oratori

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