Tema Annuale

… due parole sul tema annuale !

Ogni anno il Coordinamento Oratori Fermani propone agli oratori dell’Arcidiocesi un tema con l’obiettivo di far diventare lo stesso, per tutto l’anno pastorale in corso, il “fil rouge” capace di mettere in relazione ed unire tutte le attività, le proposte, le iniziative a carattere diocesano o parrocchiale, rivolte agli oratori dal COF ma anche pensate dagli oratori stessi nella programmazione interna. Il tema tiene conto delle indicazioni dell’Arcivescovo in vista del nuovo anno pastorale e delle esigenze che il territorio diocesano stesso fa emergere di anno in anno.

 

SLOGAN E LOGO – ANNO ORATORIO 2017/2018

L’attenzione che il COF propone per il nuovo anno oratoriano è rivolta al riscoprire il “protagonismo degli oratori”, crescendo in un clima di sempre maggiore partecipazione alla vita della parrocchia, del territorio (città), della chiesa (diocesana ed universale).

E’ stato lo stesso Arcivescovo, S. E. Mons. Luigi Conti a suggerire il tema dell’anno nell’incontro di inizio anno pastorale lo scorso 10 settembre nella concattedrale di San Domenico. In quella occasione, dopo una catechesi sul brano di vangelo di Marta e Maria, lasciando la parola a don Giordano Trapasso (segretario generale di curia), sono stati evidenziati quali sono i due punti su cui la diocesi è chiamata a crescere: il ruolo e l’importanza degli “organismi di partecipazione” e le “unità pastorali”.

Sulla scia del “riscoprire il protagonismo dei laici” attraverso la valorizzazione degli organismi di partecipazione, l’idea che il COF vuole proporre per l’anno oratoriano 2017/2018 è la riscoperta del “protagonismo” degli oratori stessi nella vita della parrocchia, del territorio (città) e della diocesi. La partecipazione di quanti frequentano l’oratorio (grandi o piccoli) alla vita della comunità è un aspetto da potenziare. Dopo aver scoperto e potenziato “occhi nuovi” per accorgersi di quanto accade intorno a noi (anno oratoriano 2016/2017), siamo ora chiamati a vivere nel concreto della nostra quotidianità tutto quanto appreso. Oratorio dunque come luogo dove riscoprire il proprio essere elemento importante per la chiesa, protagonisti di com-Unione (unità pastorali).

Lo Slogan … ORAINSIEME! PROTAGONISTI DI UN ABBRACCIO.

ORA come oratori
ORA come “tempo” ormai maturo per collaborare insieme e fare rete
ORA come riscoperta dell’aspetto di fede dell’attività di oratorio
INSIEME come obiettivo di coinvolgimento e partecipazione diretta degli oratori nelle iniziative diocesane del Cof
INSIEME come riscoperta dello spirito diocesano
PROTAGONISTI come generatori di comunione parrocchiale
PROTAGONISTI come generatori di comunione diocesana
PROTAGONISTI come evidenziato nella nota pastorale sugli oratori
ABBRACCIO come promotori di accoglienza
ABBRACCIO come spirito di collaborazione

Il logo Cof…. Perché riassume tutti questi aspetti
Perché è venuto il “tempo” di essere protagonisti di questo abbraccio
Perché gli obiettivi di quest’anno ben evidenziano lo spirito di cammino diocesano.

… ed il Logo.
Un logo “già visto e conosciuto” dai più: il logo COF rielaborato con la cattedrale di Fermo (richiamo alla nostra Arcidiocesi) e l’albero (richiamo agli oratori della Arcidiocesi) che si abbracciano affettuosamente sotto un sole che sorride

 

IL BRANO BIBLICO (Lc 10, 38 – 42)
Il “Vangelo di Marta e Maria”

Mentre erano in cammino, entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Per uno spunto di riflessione personale, si rimanda alla catechesi dell’Arcivescovo presente nel sito della diocesi di Fermo www.fermodiocesi.it o cliccando qui

 

 

 

SLOGAN E LOGO – ANNO ORATORIO 2016/2017

Punto di partenza della riflessione portata avanti dal Coordinamento Oratori Fermani (COF) in merito al nuovo anno oratoriano 2016/2017 è stata la Lettera Pastorale dell’Arcivescovo di Fermo, S. E. Mons. Luigi Conti. Stimolati dal Suo messaggio ed attenti a quanto accade intorno a noi, nelle nostre parrocchie e nei nostri oratori, l’attenzione che il COF si propone di avere per questo nuovo anno oratoriano è racchiusa nella parola “ACCORGERSI”: accorgersi del Signore che ci cammina a fianco, guardando all’anno pastorale iniziato come ad “un singolare tempo favorevole – un vero e proprio kairòs – per vivere in un rinnovata sequela di Gesù Cristo” (cfr. Lettera Pastorale); accorgersi degli altri, verso i quali mantenere aperte le porte del nostro cuore per essere capaci di accogliere chiunque cerchi misericordia.

Lo Slogan …
Da questa riflessione, lo slogan del nuovo anno oratoriano è: “OCCHI NUOVI … PER ACCORGERSI DI TE !”.

… occhi “nuovi” : grazie all’amore riversato nei nostri cuori dal Signore in questo anno della Misericordia che ormai volge al termine; dall’anno della Misericordia non usciamo uguali a prima, ma rinnovati, cambiati. … accorgersi “di Te” , dove “Te” raccoglie tutto: il Signore, l’amico in oratorio, il povero, l’adulto in difficoltà, te stesso…

… ed il Logo.
Il cuore con le ali: rappresenta la continuità con l’anno passato, durante il quale, stimolati dallo slogan “Rivolti alla gioia … sulle ali della Misericordia!” ci siamo messi in cammino per incontrare il Signore e sperimentare il suo grande amore.

La lente: è lo strumento che ci permette di cogliere i particolari, anche quelli più nascosti. Ingrandendo qualsiasi cosa, possiamo vedere meglio. Il messaggio è chiaro: accorgersi di chi ci sta intorno (e delle esigenze che presenta, anche le più nascoste) per discernere il modo giusto di essere “vicini e presenti”.

Il logo COF e della Arcidiocesi: la presenza dei due loghi sta a significare un cammino oratoriale inserito in un contesto diocesano. Non singoli oratori che operano come “battitori liberi”, ma una “squadra” capace, con il contributo di tutti, di accrescere il bene della diocesi.

IL BRANO BIBLICO (Lc 19, 1 – 10)

1 Entrato in Gerico, attraversava la città. 2 Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, 3 cercava di vedere quale fosse Gesù , ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. 4 Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. 5 Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». 6 In fretta scese e lo accolse pieno di gioia . 7 Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore!». 8 Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto» . 9 Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; 10 il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto ».

Perché questo vangelo ?
… al di la del suo essere “capo dei pubblicani e ricco” (come spiega il vangelo), due realtà che, per come erano state vissute dal protagonista, lo avevano “esposto al peccato” salvo poi permettergli di sperimentare con più forza la misericordia ed il perdono del Signore, Zaccheo si dimostra uomo curioso e desideroso di conoscere il Signore: questa curiosità e desiderio di “vedere quale fosse Gesù” dovrebbe caratterizzare e muovere tutti noi.

… sappiamo che c’era molta folla, tanto da spingere Zaccheo a salire sul sicomoro per poter vedere qualcosa, ma questo per il Signore non è stato un problema: fra i tanti che avranno avuto la stessa idea di Zaccheo, Gesù si accorge proprio di lui e lo chiama , invitandosi a casa sua. Il Signore cerca e si apre al dialogo, all’incontro …

… non sappiamo se la “gioia piena” di Zaccheo scaturisce più dalla consapevolezza dell’incontro imminente con una persona speciale (“devo fermarmi a casa tua”) o dal piacere più superficiale ed egoistico di sentirsi protagonista e scelto dal Signore, fatto sta che il vangelo ci parla di accoglienza piena di gioia . Ecco un altro aspetto che dovrebbe caratterizzarci: essere sempre gioiosi nell’accogliere…

… l’incontro con il Signore che si è accorto di Zaccheo e lo ha amato “andando ad alloggiare a casa sua” (seppur per molti era soltanto un “uomo perduto e peccatore” visti i suoi errori) ha permesso al protagonista del vangelo di sentirsi accolto, perdonato, di cambiare vita e vedere tutto con occhi nuovi. Occhi nuovi che gli hanno permesso di compiere scelte importanti (“do metà dei miei beni ai poveri”) e prendere consapevolezza dei propri errori commessi con più o meno consapevolezza (“e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto”).

… l’ultima frase del vangelo si presenta a noi quasi come un mandato: “cercare e salvare ciò che era perduto”, accorgersi in definitiva di quanti sono intorno a noi per discernere come essere fratelli e sorelle.

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